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Soba e chisciöl PDF

 

Il profumo e sapore di due identità culturali.

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Venerdì, 11 novembre 2011, giorno palindromo. Nella corte della Vineria di Tirano v’è fermento di gente. Si attende una delegazione giapponese di Kesennuma con a capo il signor Takahashi Masamichi. L’incontro nella città abduana nasce a seguito di un appuntamento già avvenuto lo scorso anno in occasione di Città Slow  in Corea.

“Arrivano” grida Filippo titolare della Vineria.
Ecco aprirsi il portone della Vineria di Tirano. Li  accompagna la signora Stefania Maria Grazia Stoppani, assessore al Turismo di Tirano. Filippo fa gli onori di casa, mentre le “chisciöliere” della Confraternita del Chisciöl si affrettano ai fornelli per preparare il “ rè chisciöl” .
Al centro del cortile della Vineria troneggia un imponente tavolo. E’ l’altare sul quale la cuoca giapponese preparerà la Soba.
Soba e Chisciöl sono piatti tipici molti diversi tra loro. Il Chisciöl è il piatto tipico del tiranese, mentre la Soba è un delizioso piatto della cucina giapponese. Cosa hanno in comune tra loro ? Il  grano saraceno.
Il Chisciöl è un cibo “robusto” . Troneggia con la sua imponente forma circolare e nei suoi rosati colori nel tagliere di legno. La Soba è un cibo “delicato”  che sorride nelle sottili tagliatelle bollite e servite in tazze di brodo con varie guarnizioni e condimenti.
L’ascolto dei due sapori avverrà tra poco nella stupenda e antica corte della Vineria.
Tra sorrisi, inchini, strette di mano l’assessore Stefania Stoppani racconta :
“L’obiettivo della delegazione giapponese è quello di conoscere questa nostra terra poiché abbiamo delle cose in comune che sono sostanzialmente due: il grano saraceno dal quale abbiamo, con la nostra fantasia, creato i  deliziosi piatti popolari. Nel caso nostro è nato il Chisciöl e in Giappone  la delicata Soba.
L’altro elemento che ci accomuna è la ferrovia del Bernina che è gemellata con la ferrovia di Hakone-Tozan.
Questa delegazione, che ci fa tanto onore, rimarrà in Italia per otto giorni. Nei due giorni trascorsi sono stati ricevuti dal Sindaco di Roma. Questa mattina sono arrivati a Milano e  in giornata hanno raggiunto la Valtellina. Rimarranno tra noi per due giorni , poi partiranno per Torino  dove incontreranno il Sindaco. Da lì’,  andranno a visitare la città di Alba  per poi ritornare in Giappone” .

Le chisciöliere stanno preparando la pastella e la curiosità si fa viva. E’ un susseguirsi di flash fotografici. Buon segno poiché il chisciöl sarà conosciuto dalla loro parti.  
Il professor Garbellini Gianluigi, presidente della Confraternita, si affretta nella spiegazione per la preparazione del chisciöl. Al suo fianco l’accompagnatore della delegazione  traduce simultaneamente tra sorrisi orientali. Poco dopo i chisciöi sono fumanti nel tagliere e i graditi ospiti se li gustano. I visi sono di compiacimento, di gradimento.
A lato, sul grande tavolo al centro della cùrt,   la cuoca giapponese inizia il “rito” della preparazione della Soba. Spiegarne la preparazione è una impresa ardua per noi valligiani. La cuoca mostra il tipo di saraceno e la farina usata, teme  che la bontà della Soba non possa essere come quella preparata nel suo paese poiché la nostra acqua e la nostra umidità dell’aria non è uguale. Dopo una buona ora la Soba è servita in graziose ciotole, con l’aggiunta di ingredienti e con l’ausilio dei bastoncini.
Ottima! Buona! E’ il commento degli indigeni di Valle dalle bocche sgraziate che aspirano i sottili spaghetti come idrovore, tra l’armeggiar dei legnetti nella ciotola.
La festa culinaria continua con uno scambio di doni e abbracci e inchini con sorsate di ottimo vino offerto dall’intraprendente e simpatico  Filippo.
Purtroppo le parole dicono poco, allora è meglio affrettarsi nel mostrare le foto dell’avvenimento, con il rammarico di non poter far gustare e sentire i sapori e i profumi della Soba e del Chisciöl a chi non era presente.


Ezio Maifrè


 
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